PROGETTO AB-USO (2007)
Progetto Ab-uso/Due testi di Tim Crouch
Grazie ai testi di Tim Crouch, accademia degli artefatti approfondisce l’indagine sui meccanismi della comunicazione e del linguaggio, territorio dove si costruisce l'idea di realtà e dove si contratta continuamente il concetto di verità e finzione. Questo percorso, già condotto attraverso i testi di Crimp, Kane, Pirandello e Handke, viene declinato, questa volta in modo in qualche modo addirittura ‘didattico’, grazie a questi due piccoli esperimenti teatrali, prodotti della scrittura caustica e acuta di Tim Crouch: AN OAK TREE e MY ARM. Questi di Crouch sono testi illuminanti sul tema dell’arte e del teatro, sul senso della rappresentazione, sulla esposizione emotiva e sul suo controllo. Ma sono prima di tutto due dispositivi drammaturgici che obbligano gli attori in scena a continuamente ri-pensare se stessi e il proprio posizionamento sempre al confine tra la realtà e la finzione, e che chiedono di stabilire, e poi contrattare scenicamente, un rapporto con lo spettatore che sia di complicità di pensiero: solo lo spettatore può così ricostruire la rappresentazione mettendo insieme i pezzi di cui gli attori stessi non possono essere consapevoli. Lo spettacolo diventa un territorio comune tra attori, testo e pubblico. Pasolini diceva: Gli attori e il regista non vogliono dare scandalo agli spettatori, ma con loro è fuori che bisogna darlo. Due atti di potere esercitati attraverso il linguaggio, due abusi (linguistici, culturali, teatrali): nei confronti dell’autore e del regista che rischia il suo prodotto ogni sera affidandolo ad interpreti che non lo conoscono affatto; nei confronti degli attori a cui è richiesto un lavoro intelligente e pericoloso, su un territorio drammaturgico sempre viscido e ripido; nei confronti degli spettatori portati a vedere cose vere solo nella loro non verità, eppure dolorose e incredibili; nei confronti della vita, mutilata, fatta merce e linguaggio, e solo così assurta a valore condivisibile. nei confornti del reale - perchè quello che succede, nella realtà come sulla scena, è tutto vero ma impreciso, è tutto falso ma reale, un ipnosi.
“Essere favorevoli o contrari relega in luoghi pericolosamente chiusi;entrare nel meccanismo, comprenderlo, condividerne questa comprensione mai definitiva: questa è, forse, una possibilità di sovversione. Cogliere la più piccola verità possibile, e dilatare tempo e spazio per accogliere un pensiero sempre consapevole. Indagare il testo come fosse la trama del reale. Spostare continuamente i piani di coinvolgimento degli attori e dello spettatore, alternando momenti spettacolari e momenti di apparente realtà e documentazione. La continua non coincidenza tra la realtà delle cose e la realtà che si osserva, è la suggestione che più ci interessa”. [Fabrizio Arcuri]
Accademia degli artefatti ha debuttato con l’intero progetto nel 2007 al Festival di Santarcangelo, portando poi in scena per l’intera prima stagione i due testi (a repliche alternate o anche due repliche in un giorno, una di My Arm e una di An Oak tree). Dal secondo anno di tournè in poi i due spettacoli sono stati proposti e presentati separatamente.
Tim Crouch
È attore e autore teatrale. La sua prima piece, My Arm (Il mio braccio) ha debuttato a Edimburgo nel 2003 e da allora è in tournèe in tutto il mondo. L’adattamento televisivo di My Arm per la BBC ha vinto il Prix Italia come miglior adattamento teatrale nel 2005. Da quando ha iniziato a scrivere, Tim Crouch ha completato una trilogia di messinscene teatrali di Shakespeare per il festival di teatro per ragazzi di Brighton: I, Caliban,(Io Calibano), I, peaseblossom (Io, fiordipisello) e I, Banquo (Io, Banquo). Il National Theatre gli ha commissionato Shopping for shoes (Comprando scarpe) che è stato in tournée per tuttto il Regno Unito e che è tuttora in tournèe con la compagnia Visible Fictions. Nel 2006 ha terminato una commissione del Plymouth Theatre Royal e del Polka Children’s, Kaspar the Wild (Kaspar il selvaggio) e subito dopo una pièce per adulti gli è stata commissionata dal Traverse Theatre di Edimburgo, England. An Oak Tree (Una quercia) ha debuttato nell’agosto del 2005 e ha vinto il Glasgow Herald Angel Award. Da allora è stata in tournèe in 14 paesi diversi. Tim Crouch è membro associato della compagnia newyorchese Franklin Stage Company con cui ha interpretato i ruoli di Petruccio nella Bisbetica domata, Malvolio nella Dodicesima notte, Prospero nella Tempesta e Vania nell’opera di Cechov. E’ docente associato del National Theatre e tiene seminari in tutta Europa. I suoi lavori rimandano per molti aspetti a certi esiti della performance art, territorio a cui l’autore torna anche più esplicitamente con lo spettacolo An Oak Tree ispirato a un’opera dell’artista britannico Michael Craig-Martin; e non a caso è stato presentato alla Tate Modern.
PROSSIMO SPETTACOLO
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5 Agosto 2013
I Shakespeare - I BANQUO
- > scheda
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Teatro Piccolo ArsenaleCastello, Arsenale, 30122, - Venezia
NEWS
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ARTEFATTI alla Biennale di Venezia
5-6-7-8 agosto con il progetto I SHAKESPEARE
I SHAKESPEARE è un dispositivo di indagine sulle forme del racconto teatrale: 5 spettacoli che sono occasione per 5 personaggi shakespeariani di raccontare, e rivivere, 5 opere del drammaturgo inglese, realizzando 5 spettacoli ulteriori, imprevedibili e dirompenti. Alla Biennale di Venezia 2013 saranno presentati
I BANQUO prodotto dalla Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse,
I PEASEBLOSSOM prodotto da Accademia degli Artefatti, e i debutti nazionali di I CINNA coprodotto da CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e lo studio di I CALIBAN coprodotto da L'Uovo Teatro Stabile di Innovazione. Nel 2014 il debutto di I MALVOLIO, ultimo lavoro della pentalogia. -
Laboratorio per attori, registi, drammaturghi | ROMA 29 maggio 7 giugno
MECCANICHE DELLA RAPPRESENTAZIONE percorsi d’indagine drammaturgica, ricerca registica e pratica attoriale, dal mito al postdrammatico.
29 maggio – 1 giugno / ore 16-20
5, 6 giugno / ore 17-21
7 giugno / ore 14-20
Apertura pubblica: 7 giugno ore 21
presso teatroinscatola (lungotevere degli artigiani 12-14, Roma)
costo totale €130
inviare CV a matteoangius@yahoo.it
per informazioni: 3337993611 o matteoangius@yahoo.it
www.artefatti.org
è possibile inviare CV fino al 28 maggio
quota di partecipazione al lab: 130 euro
Che posizione, scenica e di pensiero, il testo chiede di assumere all’attore?
Quali scelte registiche, in termini di forma e geografia rappresentativa, sono indicate nel testo, oltre a quelle esplicite delle eventuali didascalie?
Quali relazioni e meccanismi si rintracciano nelle maglie di un testo, leggendone non solo le battute e le didascalie ma anche gli ‘spazi bianchi’ tra esse?
Il presupposto di partenza è che un testo teatrale contiene in sé tutte le indicazioni per la sua messa in scena; indicazioni, che solo dopo averle davvero comprese si può liberamente decidere di assecondare o meno; indicazioni che hanno a che fare con la capacità del testo di raccontare la sua ‘contemporaneità’, in termini di relazioni sociali, linguistiche, economiche, politiche, emotive. E teatrali certo.
Nel testo l’attore deve trovare i modi della sua relazione con la persona che è e con il personaggio che deve interpretare; il regista deve poter rintracciare i segni che gli permettano di rivelare il senso e l’immaginario del testo (evitando così una lettura coercitiva dettata dalla propria ‘idea’ dello spettacolo che sarà); il drammaturgo può riconoscere meccaniche di scrittura e di rappresentazione che potrà poi rigiocare in altri contesti.
Il laboratorio è una ricognizione attraverso la storia del teatro delle meccaniche testuali che servono alla loro rappresentazione, riconoscendone in ognuno la condizione autoriale, registica e interpretativa, attraverso esercizi attoriali, esperimenti di scrittura, o di ricomposizione, e di messa in scena.
Come chiusura del percorso ci sarà un’apertura pubblica, più come un continuo del lavoro di ricerca e di esercizio che come la produzione di un momento spettacolare.
Il teatro è la rappresentazione del mondo a cui appartiene. Una rappresentazione che continuamente spiazza il proprio presente, e dal quale però viene anche continuamente spiazzata. Una rappresentazione messa continuamente in crisi, e non solo in conseguenza delle crisi dell’oggetto di rappresentazione. Il teatro o è politico o non è. E lo è proprio per questa suo naturale, necessario e ineludibile, confronto con la propria crisi e con il proprio senso. Il teatro è politico perché tentando di rappresentare il presente, senza filtri tecnologici o riposizionamenti letterari, è in continuo conflitto critico con il presente stesso. Il teatro è politico perché è ‘qui e ora’: resta da capire come gli attori, i registi e i drammaturghi devono e possono abitare ogni ‘qui e ora’ che un testo teatrale è, e rappresenta.
TESTI CHE SARANNO OGGETTO DI LAVORO DURANTE IL LABORATORIO:
LA PACE di Aristofane
LA GUERRA di Carlo Goldoni
LA LEGA DEI GIOVANI e LE COLONNE DELLA SOCIETA’ di Henrik Ibsen
UNA DOMANDA DI MATRIMONIO di Anton Checov
ROCK ‘N’ ROLL di Tom Stoppard
ATTENTATI ALLA VITA DI LEI di Martin Crimp -
IMPORTANTE: Nuova mail artefatti
Comunichiamo il cambiamento della mail ufficiale dell' Accademia degli Artefatti. Il nuovo indirizzo, che sostituisce il precedente non più in uso, è accademiadegliartefatti@gmail.com -
Uscito il volume "PROSPETTIVA Materiali intorno alla rappresentazione della realtà in età contemporanea" a cura di Fabrizio Arcuri e Ilaria Godino
Titivillus Edizioni | Altre Visioni n.87
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