LABORATORI
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accademia degli artefatti / LABORATORIO per attori, registi, drammaturghi
accademia degli artefatti / teatroinscatola
MECCANICHE DELLA RAPPRESENTAZIONE
percorsi d’indagine drammaturgica, ricerca registica e pratica attoriale, dal mito al postdrammatico.
29 maggio – 1 giugno / ore 16-20
5, 6 giugno / ore 17-21
7 giugno / ore 14-20
Apertura pubblica: 7 giugno ore 21
presso teatroinscatola (lungotevere degli artigiani 12-14, Roma)
costo totale €130
inviare CV a matteoangius@yahoo.it
per informazioni: 3337993611 o matteoangius@yahoo.it
www.artefatti.org
è possibile inviare CV fino al 28 maggio
quota di partecipazione al lab: 130 euro
Che posizione, scenica e di pensiero, il testo chiede di assumere all’attore?
Quali scelte registiche, in termini di forma e geografia rappresentativa, sono indicate nel testo, oltre a quelle esplicite delle eventuali didascalie?
Quali relazioni e meccanismi si rintracciano nelle maglie di un testo, leggendone non solo le battute e le didascalie ma anche gli ‘spazi bianchi’ tra esse?
Il presupposto di partenza è che un testo teatrale contiene in sé tutte le indicazioni per la sua messa in scena; indicazioni, che solo dopo averle davvero comprese si può liberamente decidere di assecondare o meno; indicazioni che hanno a che fare con la capacità del testo di raccontare la sua ‘contemporaneità’, in termini di relazioni sociali, linguistiche, economiche, politiche, emotive. E teatrali certo.
Nel testo l’attore deve trovare i modi della sua relazione con la persona che è e con il personaggio che deve interpretare; il regista deve poter rintracciare i segni che gli permettano di rivelare il senso e l’immaginario del testo (evitando così una lettura coercitiva dettata dalla propria ‘idea’ dello spettacolo che sarà); il drammaturgo può riconoscere meccaniche di scrittura e di rappresentazione che potrà poi rigiocare in altri contesti.
Il laboratorio è una ricognizione attraverso la storia del teatro delle meccaniche testuali che servono alla loro rappresentazione, riconoscendone in ognuno la condizione autoriale, registica e interpretativa, attraverso esercizi attoriali, esperimenti di scrittura, o di ricomposizione, e di messa in scena.
Come chiusura del percorso ci sarà un’apertura pubblica, più come un continuo del lavoro di ricerca e di esercizio che come la produzione di un momento spettacolare.
Il teatro è la rappresentazione del mondo a cui appartiene. Una rappresentazione che continuamente spiazza il proprio presente, e dal quale però viene anche continuamente spiazzata. Una rappresentazione messa continuamente in crisi, e non solo in conseguenza delle crisi dell’oggetto di rappresentazione. Il teatro o è politico o non è. E lo è proprio per questa suo naturale, necessario e ineludibile, confronto con la propria crisi e con il proprio senso. Il teatro è politico perché tentando di rappresentare il presente, senza filtri tecnologici o riposizionamenti letterari, è in continuo conflitto critico con il presente stesso. Il teatro è politico perché è ‘qui e ora’: resta da capire come gli attori, i registi e i drammaturghi devono e possono abitare ogni ‘qui e ora’ che un testo teatrale è, e rappresenta.
TESTI CHE SARANNO OGGETTO DI LAVORO DURANTE IL LABORATORIO:
LA PACE di Aristofane
LA GUERRA di Carlo Goldoni
LA LEGA DEI GIOVANI e LE COLONNE DELLA SOCIETA’ di Henrik Ibsen
UNA DOMANDA DI MATRIMONIO di Anton Checov
ROCK ‘N’ ROLL di Tom Stoppard
ATTENTATI ALLA VITA DI LEI di Martin Crimp -
Laboratorio Prato - Spazio K DAL 21 AL 24 MARZO
ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI
Laboratorio d’indagine sulla posizione dell’attore in epoca contemporanea.
Il rapporto dell’attore con il personaggio che deve interpretare e con la persona che è, verificato e praticato sul territorio delle drammaturgie contemporanee Il pubblico come interlocutore reale di un dialogo di cui indagare tutte le condizioni e potenzialità. Quale pensiero è utile e necessario per costruire la re-azione in scena.
4 giorni di lavoro su testi di autori contemporanei (Sarah Kane, Mark Ravenhill, Martin Crimp, R.W. Fassbinder, Antonio Tarantino, …), per indagare e provare a costruire un modo consapevole, e non solo esecutivo, di stare in scena, prima e durante lo spettacolo.
Uno o più partecipanti al laboratorio saranno selezionati per prendere parte alle repliche o alle prove generali di AN OAK TREE (spettacolo di Tim Crouch per due attori, di cui uno ignaro del copione e dello spettacolo che farà…)
CALENDARIO marzo
giov 21 – 15-19
ven 22 – 15-19
sab 23 – 11-16
dom 24 – 11-16 -
DRESS-CODE: REALITY
DRESS-CODE: REALITY
GIORNATE DI INDAGINE PRATICA E TEORICA INTORNO ALL’ATTORE CONTEMPORANEO
laboratori a cura di accademia degli artefatti
Un laboratorio è un’occasione importante, per chi lo propone e per tutti i partecipanti, di verifica del proprio stato del lavoro; di confronto sui diversi modi di pensare il teatro e il lavoro dell’attore; di scoprire drammaturgie nascoste o letture nuove sulle drammaturgie già conosciute; di sviluppo di un linguaggio più chiaro e preciso che permetta di condividere il proprio lavoro. Un laboratorio dà la possibilità di approfondire questioni teoriche, di lavorare con calma e attenzione.
Dalla fine degli anni novanta accademia degli artefatti, dopo un periodo di teatro fatto di immagini e di spazi abitati performativamente, ha iniziato ad affrontare dei testi ‘veri e propri’, e specificatamente quelli appartenenti a una certa drammaturgia anglosassone (Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch, Mark Ravenhill). Questi testi post-drammatici (secondo la definizione che Lehmann ha fatto di post-drama) hanno permesso alla compagnia di proseguire un lavoro sulla presenza performativa in scena e insieme di ripensare il ruolo dell’attore e anche il senso del fare teatro. In questi testi i personaggi sono assenti o appena accennati, le didascalie inesistenti o mai decisive; i tic linguistici sono la trama stessa della scrittura drammaturgica; non c’è un dramma, nè l’astrazione di un dramma; il pubblico è chiamato ad un ruolo ‘pensante’ e critico (identico d’altronde al ruolo a cui sono chiamati gli attori); i fatti sono fatti, teatrali o reali che possano sembrare: tutto avviene su un confine labile e insieme ricchissimo tra verità e finzione, realtà e verosimiglianza.
accademia degli artefatti ha sviluppato lavorando su questi testi una modalità attoriale, e certo anche registica, basata su: un lavoro dell’attore a diversi livelli sempre compresenti (quello della persona che è, del personaggio che sembra dover essere, e dell’attore che sa di essere); sulle relazioni reali che vanno costruite nell’hic et nunc della scena tra attori, persone, attori e pubblico, spettacolo e pubblico; su una gestione critica del testo e delle battute e su un’attivazione di un pensiero scenico che abbia la qualità, la leggerezza e l’elasticità (la deconcentrazione, diremmo noi) del pensiero quotidiano, capace di farsi attraversare da tutto quello che accade; su un rapporto reale col pubblico (diretto o indiretto che sia) e sulla gestione dei tempi come risorsa per comprendere e aprire i diversi sensi dei testi (la pausa, quindi, come luogo in cui dare spazio al ‘bianco’ del testo, al non-scritto).
Dagli inizi del lavoro sulla drammaturgia la compagnia ha organizzato laboratori con l’intenzione di confrontare, precisare e approfondire, la propria proposta attoriale. I laboratori DRESS CODE: REALITY sono stati così sempre parte integrante del lavoro di ricerca della compagnia. Diversi sono stati gli spettacoli che la compagnia ha costruito con questa modalità, approfondendone progressivamente alcuni caratteri e qualità. Una ricognizione di spettacoli molto diversi tra loro, come il monologo di Tim Crouch MY ARM, e ancora di Crouch AN OAK TREE (spettacolo per due attori di cui il secondo è nuovo ad ogni replica e partecipa senza sapere nulla del personaggio che sarà e delle battute che sarà chiamato a dire da testo), e BIRTH OF A NATION, uno degli episodi del ciclo epico di Mark Ravenhill SHOOT/GET TREASURE/REPEAT, permette di mostrare chiaramente lo sviluppo della modalità stessa.
La proposta è quindi quella di un laboratorio pratico-teorico intensivo aperto ad attori e attrici, professionisti/e e non, e studenti/esse di teatro, in cui verificare la modalità attoriale che accademia degli artefatti propone, su testi oggetto di lavori già prodotti (Crimp e Ravenhill) e su altri in fase di oggetto di studio (Brecht e Fassbinder). Alle sessioni di lavoro pratico sui testi, saranno alternate sessioni teoriche e di lavoro fisico, con lo scopo di approfondire e chiarire la proposta della compagnia. L’intero ciclo di laboratori si colloca in un percorso di avvicinamento alla produzione 2011 della compagnia.
Prossimi appuntamenti:
2011
2-5 marzo > Farenight, Frascati (RM)
14-17 marzo > Angelo Mai, Roma
29 marzo - 1 aprile > PIM Off, Milano
14 - 16 aprile > Teatro dell'Acquario, Cosenza
4 - 6 novembre > Arti Vive Habitat, Soliera (MO)
info e iscrizioni: artefatti@hotmail.com | 392.9542809
SPETTACOLO IN CORSO
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dal 21 al 26 Maggio 2013
Taking care of baby
- > scheda
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Fonderie Teatrali Limonevia Pastrengo, 88 - Moncalieri (Torino)
NEWS
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Laboratorio per attori, registi, drammaturghi | ROMA 29 maggio 7 giugno
MECCANICHE DELLA RAPPRESENTAZIONE percorsi d’indagine drammaturgica, ricerca registica e pratica attoriale, dal mito al postdrammatico.
29 maggio – 1 giugno / ore 16-20
5, 6 giugno / ore 17-21
7 giugno / ore 14-20
Apertura pubblica: 7 giugno ore 21
presso teatroinscatola (lungotevere degli artigiani 12-14, Roma)
costo totale €130
inviare CV a matteoangius@yahoo.it
per informazioni: 3337993611 o matteoangius@yahoo.it
www.artefatti.org
è possibile inviare CV fino al 28 maggio
quota di partecipazione al lab: 130 euro
Che posizione, scenica e di pensiero, il testo chiede di assumere all’attore?
Quali scelte registiche, in termini di forma e geografia rappresentativa, sono indicate nel testo, oltre a quelle esplicite delle eventuali didascalie?
Quali relazioni e meccanismi si rintracciano nelle maglie di un testo, leggendone non solo le battute e le didascalie ma anche gli ‘spazi bianchi’ tra esse?
Il presupposto di partenza è che un testo teatrale contiene in sé tutte le indicazioni per la sua messa in scena; indicazioni, che solo dopo averle davvero comprese si può liberamente decidere di assecondare o meno; indicazioni che hanno a che fare con la capacità del testo di raccontare la sua ‘contemporaneità’, in termini di relazioni sociali, linguistiche, economiche, politiche, emotive. E teatrali certo.
Nel testo l’attore deve trovare i modi della sua relazione con la persona che è e con il personaggio che deve interpretare; il regista deve poter rintracciare i segni che gli permettano di rivelare il senso e l’immaginario del testo (evitando così una lettura coercitiva dettata dalla propria ‘idea’ dello spettacolo che sarà); il drammaturgo può riconoscere meccaniche di scrittura e di rappresentazione che potrà poi rigiocare in altri contesti.
Il laboratorio è una ricognizione attraverso la storia del teatro delle meccaniche testuali che servono alla loro rappresentazione, riconoscendone in ognuno la condizione autoriale, registica e interpretativa, attraverso esercizi attoriali, esperimenti di scrittura, o di ricomposizione, e di messa in scena.
Come chiusura del percorso ci sarà un’apertura pubblica, più come un continuo del lavoro di ricerca e di esercizio che come la produzione di un momento spettacolare.
Il teatro è la rappresentazione del mondo a cui appartiene. Una rappresentazione che continuamente spiazza il proprio presente, e dal quale però viene anche continuamente spiazzata. Una rappresentazione messa continuamente in crisi, e non solo in conseguenza delle crisi dell’oggetto di rappresentazione. Il teatro o è politico o non è. E lo è proprio per questa suo naturale, necessario e ineludibile, confronto con la propria crisi e con il proprio senso. Il teatro è politico perché tentando di rappresentare il presente, senza filtri tecnologici o riposizionamenti letterari, è in continuo conflitto critico con il presente stesso. Il teatro è politico perché è ‘qui e ora’: resta da capire come gli attori, i registi e i drammaturghi devono e possono abitare ogni ‘qui e ora’ che un testo teatrale è, e rappresenta.
TESTI CHE SARANNO OGGETTO DI LAVORO DURANTE IL LABORATORIO:
LA PACE di Aristofane
LA GUERRA di Carlo Goldoni
LA LEGA DEI GIOVANI e LE COLONNE DELLA SOCIETA’ di Henrik Ibsen
UNA DOMANDA DI MATRIMONIO di Anton Checov
ROCK ‘N’ ROLL di Tom Stoppard
ATTENTATI ALLA VITA DI LEI di Martin Crimp -
IMPORTANTE: Nuova mail artefatti
Comunichiamo il cambiamento della mail ufficiale dell' Accademia degli Artefatti. Il nuovo indirizzo, che sostituisce il precedente non più in uso, è accademiadegliartefatti@gmail.com -
Uscito il volume "PROSPETTIVA Materiali intorno alla rappresentazione della realtà in età contemporanea" a cura di Fabrizio Arcuri e Ilaria Godino
Titivillus Edizioni | Altre Visioni n.87
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Produzioni accademia degli artefatti disponibili per la stagione 2013/2014:
Nuove produzioni:
I Shakespeare
Repertorio:
Taking Care Of Baby - Sangue Sul Collo del Gatto - My Arm - An Oak Tree - Spara/Trova il tesoro/Ripeti
Lo show dei tuoi sogni - Orazi e Curiazi











